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GAETANO MANCINI, PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA MARRICRIO DI CATANIA

La Sicilia è già tutta nel termine “Scialari” (che come buona parte dei termini dialettali non ha una precisa traduzione in lingua italiana, ma sottolinea soddisfazione e senso di benessere per qualcosa che ha solleticato i nostri sensi, saziato il nostro desiderio), che rappresenta il nome di un progetto nato in Sicilia con lo scopo di sostenere la crescita delle piccole cooperative locali attraverso la promozione delle eccellenze delle produzioni tipiche, anche quelle meno conosciute, e dei luoghi e le storie che le caratterizzano.

Ci racconta questo progetto Gaetano Mancini, il Presidente della cooperativa Marricrio che l’ha lanciato:

«Marricrio (in siciliano “mi ristoro, godo”) è una Cooperativa sociale di inserimento lavorativo: l’ idea fondante del progetto Scialari è quindi quella di inserire soggetti con difficoltà nel mondo del lavoro, valorizzando il sistema cooperativo locale nel settore dell’agroalimentare, con un target molto specifico, quello del cibo sano: noi stiamo provando a spiegare, a raccontare, a fare capire alle persone che esiste un modo di alimentarsi più legato alle nostre tradizioni e più salutare. Nel nostro progetto ci avvaliamo prevalentemente di cooperative che vogliono realizzare un profitto non in termini speculativi ma guardando alla tradizione, alla qualità finale del prodotto e alla tutela della salute del consumatore.

Non solo, i nostri prodotti artigianali, tutti siciliani, sono fatti anche da cooperative sociali  che hanno una dimensione “etica” della loro attività: scelgono con cura le materie prime e le tecniche di lavorazione, per garantire qualità e salute, e soprattutto non utilizzano nel processo produttivo manodopera irregolare. A volte queste cooperative sono assegnatarie di beni che sono stati confiscati alla criminalità organizzata, sono parte integrante di un “circolo virtuoso”.

Puntando su questo nostro retroterra, abbiamo partecipato nel 2021 al Bando “Rigenerazione Cooperativa” di Fondo Sviluppo (che attraverso Banca Etica  ci ha permesso di avere un finanziamento di 210.000 euro), che ci ha messo nella condizione di sviluppare il nostro progetto in tre direzioni.

Abbiamo aperto un punto vendita fisico in centro a Catania, dove è possibile sia comprare il prodotto che consumarlo: c’è una parte riservata alla somministrazione, sempre di nostri prodotti, non di cose esterne (ad eccezione dell’acqua!) e poi lo shop vero e proprio, con una parte di biologico, che vende i prodotti agroalimentari. C’è anche la possibilità di vivere delle esperienze: incontrare i produttori, ma anche nutrizionisti o professionisti della ristorazione; stiamo sviluppando anche eventi dedicati a degustazioni e presentazioni di libri su tematiche che ci stanno a cuore, sempre legate all’alimentazione e alla sostenibilità. A questo punto vendita è collegata anche un’attività di delivery: consegniamo a casa sia la spesa che le consumazioni pronte.

La seconda attività è l’e-commerce: abbiamo un portale di vendita di prodotti online, www.scialari.com  di cui è appena uscita la versione aggiornata. È una attività che vogliamo fare crescere, che ci permetterà sempre di più di far conoscere i nostri prodotti in Italia e all’estero, ma che racconta anche la nostra filosofia, perché al suo interno trovano spazio, oltre a centinaia di prodotti, ricette, storie, consigli e informazioni utili. Un luogo di incontro virtuale, che si aggiunge a quello fisico di Catania.

La terza linea di attività del nostro progetto è direttamente collegata ai soggetti che ci forniscono i prodotti: si tratta di esperienze volte alla fruizione turistica. Portiamo le persone a vivere delle esperienze reali dentro a queste piccole realtà produttive, per cui è possibile, ad esempio, andare ad incontrare un produttore di grano e capire perché quel grano in particolare può essere migliore di un altro; lo stesso vale per l’olio, piuttosto che per il pistacchio o quant’altro. Ma sarà anche possibile fare esperienze diverse, come un’escursione sull’Etna o un giro in mare con le antiche feluche a Messina, ad esempio, e avere insieme la possibilità di fare la degustazione dei nostri prodotti.

Per sviluppare tutta questa progettualità il finanziamento del Bando “Rigenerazione Cooperativa” è stato fondamentale, così come la garanzia di Cooperfidi Italia, con cui si è stabilita una relazione non solo professionale, ma anche umana, un rapporto costruttivo fatto di dialogo e vicinanza, di cui siamo molto soddisfatti».